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Sarà più facile conoscere ed avvicinarsi ai prodotti biologici siciliani? Ne parliamo con il team di FastucUP

 – Leggi l’articolo originale su startupmagazine.it

Il Bio è in forte crescita: i dati elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) dicono che dal 2010 il numero degli operatori è cresciuto del 69%, mentre gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati del 79%.

Abbiamo incontrato il team di FastucUP, start up innovativa nata a gennaio nel cuore della Sicilia, che produrrà una piattaforma digitale di compravendita di prodotti biologici siciliani.

Mariangela Galante – CEO & Co-Founder

Ci racconti cosa farà FastucUP come se fossimo dei prossimi papabili clienti? E quanto conta la Rete nel vostro progetto?

FastucUP sarà una piattaforma in cui tutti potranno acquistare alcuni prodotti biologici siciliani, specialmente del territorio nisseno. L’acquisto sarà reso più facile e veloce da un’app che stiamo perfezionando al meglio. I nostri prossimi clienti potranno decidere quale prodotto acquistare tra i tanti che ospiteremo tra le nostre “mura”; sarà possibile, infatti, customizzare l’interfaccia di ogni azienda che deciderà di vendere tramite FastucUP. Ci si troverà di fronte a una sorta di mercato biologico in cui valorizzeremo prodotti che, ad oggi, sono ancora sconosciuti ai più. La Rete sarà certamente una nostra alleata ma lo è tutt’ora. Lo è stata innanzitutto perché ha permesso di abbattere le distanze tra noi soci, uno infatti vive a Roma e due in Sicilia; lo è tutt’ora perchè ci sta permettendo di far conoscere il nostro progetto in lungo e in largo; lo sarà perché FastucUP ha la pelle digitale, nasce in Rete e si svilupperà in essa. Impossibile immaginare FastucUP senza Rete. Inoltre, FastucUP non sarà solo un marketplace, ma stiamo lavorando per far sì che il cliente viva un’esperienza di acquisto totalmente nuova, ma su questa questione c’è ancora il massimo riserbo.

Francesco Riggi – Responsabile IT & Co-Founder

Il mercato delle app esplode, alcuni lo considerano la terza economia mondiale. Come mai avete pensato ad un’app per FastucUP e perché dovrebbe essere inserita tra le circa 80 app (dati alla mano) che ci sono in media oggi in ogni cellulare?

Parto da qualche dato. Le entrate in-app continuano a crescere anche oltre il lockdown ed è interessante notare che i ricavi delle app continuano a schizzare ad un tasso molto più alto rispetto a prima della pandemia. Ciò dimostra che l’inclinazione dei consumatori a spendere “in-app” o su servizi di app si è consolidata. Non riguarda solo il lockdown, ecco. Ora spendere tramite acquisti in app è una pratica quotidiana, certa e facile. Ma il dato ancora più importante è questo: gli utenti di app spenderanno 270 miliardi di dollari in app entro il 2025 e quindi il dato della previsione dei guadagni rimane il punto cruciale. Il motivo per cui l’app di FastucUP dovrebbe essere inserita tra le numerose che abbiamo nei nostri smartphone è molto semplice e cerco di riassumerlo così: ogni cliente amante del bio e delle cose buone, avrà la possibilità di fare un vero e proprio tour virtuale nel nostro mercato biologico e, per alcuni prodotti in particolare, potrà anche vivere un’esperienza che, ad oggi, non offre nessuno. E stiamo lavorando alla realizzazione di un’app fruibile da tutti, per davvero: dai millennials, dai nonni, dai genitori, da chiunque.

Flavio Meloni – Business Strategist & Co-Founder

Quasi il 40% dei prodotti si acquistano ormai sul web, quelli biologici si stanno facendo sempre più strada. Cosa ti dicono questi dati?

È ormai evidente che il Bio non è più solo per “pochi eletti”, ma sta diventando sempre più “normale” scegliere il Bio rispetto alle normali produzioni. L’attenzione nella scelta alimentare sta facendosi strada in tutte le fasce di reddito e culturali. Questo è dovuto anche a fattori esogeni come la pandemia, che ha aumentato l’attenzione per il “mangiare bene = mangiare sano”; in generale in questi anni l’attenzione alla propria salute è aumentata e un cibo privo di fitofarmaci di sintesi, di antibiotici, nonché di fertilizzanti chimici è un buon modo per rimanere sani. Ma c’è anche il fattore educativo di alcuni programmi tv sulla cucina o i mille tutorials sul web, che hanno come fattore comune, oltre alle tecniche da “chef”, anche quelle di sollecitare la ricerca della materia prima di qualità. E il Bio e il Km0 sono fattori che si accompagnano quasi sempre alla qualità. E quindi se la richiesta sarà sempre crescente, gli operatori sul mercato aumenteranno di conseguenza, scatenando così maggiori dinamiche concorrenziali, ottenendo così un circolo virtuoso che porterà anche a far scendere i prezzi, con l’utopico obiettivo che il Bio sostituisca tutte le altre modalità di produzione. Però ci tengo a sottolineare che il nostro percorso non vuole legarsi solo al Bio in senso stretto. Su FastucUP troveremo prodotti che vanno ben oltre. Prodotti legati alla tradizione del territorio, e soprattutto “fatti” come si facevano un tempo. Prodotti del sapiente contadino o allevatore che preferiva un prodotto sano ad una sovrapproduzione frettolosa ottenuta con le scorciatoie della chimica. E FastucUP farà anche in modo che non sia per forza necessaria una certificazione di qualità per essere presenti sul nostro marketplace, ma daremo modo al consumatore di appurare direttamente le modalità di produzione…, ma su questo non possiamo ancora svelare troppo perché sarà il cuore del nostro progetto.

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